Con mani, piedi e arte
NewsCome si impara davvero una lingua? Le allieve e gli allievi di una classe di scuola primaria di Basilea lo hanno scoperto partecipando al progetto di scambio «Parlons Kunst». Insieme a una classe partner francese hanno sperimentato che la lingua prende vita soprattutto quando le persone si incontrano.

La pioggia batteva sulla tettoia presso lo Stade de l’Au, nella Petite Camargue Alsacienne, ma i bambini di Basilea e Kembs non si sono lasciati scoraggiare. Mentre alcuni giocavano a calcio, altri cercavano di scambiarsi le prime parole nell’altra lingua durante il picnic comune. Quello che all’inizio sembrava ancora un incontro timido si è trasformato, passo dopo passo, in un momento di conoscenza e amicizia. È proprio questo il senso del progetto «Parlons Kunst».
Tutto è iniziato con uno scambio di lettere tra la classe di Claudia Gradinger della scuola primaria Brunnmatt e una classe partner francese dell’insegnante Odile Basler di Kembs. Per mesi i bambini si sono scritti in tedesco e in francese. A un certo punto è nato il desiderio di conoscersi anche di persona. «È stato divertente vedere all’improvviso la ragazza che aveva scritto le lettere», racconta Clara ripensandoci. «Nella lettera mi era sembrata molto simpatica e poi, quando l’ho conosciuta, era un po’ timida».
I primi incontri hanno infine portato alla partecipazione a «Parlons Kunst». Il progetto mira a mettere in contatto i bambini della regione attraverso la lingua, l’arte e le esperienze condivise. Al centro non ci sono test di vocabolario o schede di lavoro, ma l’incontro diretto. Per l’insegnante Claudia Gradinger è proprio questo il punto di forza di progetti come questo: «Il vantaggio è sicuramente che i bambini capiscono che una lingua ha a che fare con le relazioni». La lingua non viene imparata in modo astratto, ma vissuta nello scambio diretto, in modo spontaneo, vivo e spesso anche improvvisato.

Entrare in dialogo attraverso l’arte
Questo è emerso in modo particolarmente chiaro durante le visite comuni al Kunstmuseum Basel e alla Fondation Fernet-Branca di Saint-Louis. Lì i bambini hanno lavorato in gruppi misti, descritto opere d’arte in tedesco o in francese, cercato di capire le descrizioni nell’altra lingua, ridisegnato immagini e realizzato grandi collage. L’arte è diventata così una lingua comune, anche quando non tutte le parole venivano capite. L’allieva Franca descrive così il modo in cui funzionava la comunicazione: «Ho provato a parlare in francese. E quando volevo dire qualcosa e non sapevo come dirlo, lo dicevo in tedesco. E se l’allieva di Kembs non capiva, allora cercavo di spiegarmi con i gesti.»
Proprio questi momenti spontanei hanno reso lo scambio particolarmente prezioso per molti. Giocando insieme, svolgendo attività creative o discutendo di arte, sono nati nuovi contatti quasi naturalmente. I bambini hanno capito in fretta che la comunicazione non deve essere perfetta per riuscire a capirsi. Sono emerse anche differenze: mentre alcuni gruppi lavoravano in modo molto libero e spontaneo, altri realizzavano le loro opere d’arte con maggiore cura e pianificazione. Proprio questi diversi approcci hanno offerto più volte ai bambini occasioni di dialogo, verbale e non verbale.
Per le allieve e gli allievi, lo scambio è stato soprattutto motivante. Il francese, all’improvviso, non era più soltanto una lingua scolastica, ma qualcosa che si poteva davvero utilizzare. Allo stesso tempo, i bambini hanno conosciuto meglio anche la regione vicina e hanno sperimentato quanto possano essere arricchenti gli incontri oltre confine. Alla fine non sono rimasti solo grandi collage e ricordi di visite al museo o di partite di calcio sotto la pioggia. È rimasta anche l’esperienza che la lingua diventa più viva là dove le persone si incontrano davvero.
Testo: Tamara Funck, assistenza per la traduzione: Manuel Ballarino, foto: Nicolas Wolf e Bérénice Logel
Parlons Kunst
Al progetto «Parlons Kunst», realizzato quest’anno per la prima volta, hanno partecipato diverse sedi scolastiche di Basilea Città e Basilea Campagna, tra cui le scuole primarie Brunnmatt, Wasgenring, Dreirosen, Volta, Therwil e Allschwil. Il programma di incontro e scambio collega l’apprendimento delle lingue con l’arte e promuove lo scambio transfrontaliero tra classi scolastiche della regione di Basilea e dell’Alsazia. Le insegnanti e gli insegnanti di Basilea Città e della Francia vicina al confine sviluppano insieme idee per incontri linguistici creativi e le realizzano poi con le loro classi. Ulteriori informazioni sulla prossima edizione saranno pubblicate presumibilmente nell’agosto 2026. Ulteriori informazioni su «Parlons Kunst» e su altri incontri linguistici: https://www.edubs.ch/unterricht/sprachbegegnung/austausch/gruppenaustausch